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Annina's BlogLibertà... libertà di parola... libertà di vivere...!
VERE E SACROSANTE PAROLE DI FABRI FIBRA.Fabri Fibra ft. Gianna Nannini In ItaliaCi sono cose che nessuno ti dirà…
ci sono cose che nessuno ti darà… sei nato e morto qua sei nato e morto qua nato nel paese delle mezza verità dove fuggi?
sono in Italia
benvenuto
in Italia fatti una vacanza al mare in Italia meglio non farsi operare in Italia non andare all’ospedale in Italia la bella vita in Italia le grandi serate e i gala in Italia fai affari con la mala in Italia il vicino che ti spara in Italia…
rit. (x2)
Ci sono cose che nessuno ti dirà… ci sono cose che nessuno ti darà… sei nato e morto qua sei nato e morto qua nato nel paese delle mezze verità dove fuggi?
in Italia i veri mafiosi sono in Italia i più pericolosi sono in Italia le ragazze nella strada in Italia mangi pasta fatta in casa in Italia poi ti entrano i ladri in casa in Italia non trovi un lavoro fisso in Italia ma baci il crocifisso in Italia i monumenti
in Italia le chiese con i dipinti in Italia gente con dei sentimenti in Italia la campagna e i rapimenti in Italia…
rit. (x2)
Ci sono cose che nessuno ti dirà… ci sono cose che nessuno ti darà… sei nato e morto qua sei nato e morto qua nato nel paese delle mezze verità dove fuggi?
in Italia le ragazze corteggiate in Italia le donne fotografate in Italia le modelle ricattate in Italia impara l’arte in Italia gente che legge le carte in Italia assassini mai scoperti in Italia volti persi e voti certi in Italia
rit. (x2)
Ci sono cose che nessuno ti dirà… ci sono cose che nessuno ti darà… sei nato e morto qua sei nato e morto qua nato nel paese delle mezze verità dove fuggi… (x2) Claddagh RingIl Claddagh Ring è l'anello irlandese, simbolo di amore, lealtà (o amicizia) e fedeltà, che deriva il suo nome da Claddagh, un villaggio di pescatori sulla Baia di Galway.
La parola Claddagh in gaelico indica la sabbia rocciosa che è tipica proprio di quella zona.
Il villaggio di Claddagh fu fondato nel 1232, e insediamenti di case furono presenti fino al 1934. Si trattava di una colonia molto unita, formata da persone orgogliose del loro passato e gelose della loro indipendenza. Claddagh fu sempre governato da un capo noto nei secoli con diversi titoli: a volte era chiamato semplicemente 'the mayor' (il maggiore) o 'the admiral' (l’ammiraglio) della Baia di Galway, altre volte era chiamato in modo più solenne 'the King' (il re). La sua nave aveva vele bianche, che si distinguevano dalle barche dei pescatori con vele marroni o nere Gli uomini di Claddagh preferivano scegliere le proprie mogli nel loro villaggio, preoccupati di conservare le tradizioni locali. Sebbene un esempio di questo anello sembra datare all’epoca romana, sono gli stessi abitanti di Claddagh che costruirono tale gioiello. I primi esempi, in oro, argento e bronzo, sono dei veri e propri capolavori, oggi in mostra presso il National Museum of Ireland a Dublino, e il Victoria and Albert Museum a Londra. La tradizione. Il tradizionale anello nuziale irlandese è indossato in tutto il mondo come simbolo universale di amore, lealtà, amicizia e fedeltà. Valoroso cimelio di famiglia, ereditato per secoli dalla madre alla figlia primogenita, il Claddagh Ring è diventato anche un simbolo del legame con il passato. Si ricorda che per moltissime persone che hanno dovuto lasciare l’Irlanda durante la carestia del XIX secolo, diretti, magari, in America, il Claddagh Ring è diventato l’unico legame duraturo con la propria patria e l’unica eredità familiare. Ed è proprio nel periodo della carestia che l’anello cominciò a diventare popolare fuori dal Connemara grazie all’esodo dall’ovest. Accanto al Claddagh ring, esiste un altro anello, chiamato Fenian ring e risalente a circa duecento anni fa, che è caratterizzato dalla presenza di due mani e due cuori, senza corona. Tale anello rappresenterebbe la battaglia per la Repubblica d’Irlanda, anche se, comunque, il Claddagh ring tradizionale è sempre rimasto il modello vero e proprio, con la corona a simbolo della lealtà, in ricordo del Regno Irlandese e dell’eredità Britannica. Le storie riguardo le origini del Claddagh ring sono molte e diverse. Una, poco attendibile ma pur sempre popolare e nota, parla di un re innamorato di una giovane contadina, ma da lei non corrisposto. Il povero re non riuscì a sopportare il dolore e si uccise, chiedendo che sulla sua lapide fossero rappresentate due mani intorno a un cuore incoronato come simbolo del suo eterno amore per la contadina.
Due delle spiegazioni più celebri hanno a che fare entrambe, sebbene un secolo le separi, con membri della famiglia Joyce (o Ioyce), originaria di Galway.
La più antica leggenda, risalente al XVI secolo, racconta che il primo Claddagh ring fu uno miracoloso e meritato regalo per Margaret Joyce.
Domingo de Rona, un ricco mercante spagnolo i cui affari lo portavano spesso a Galway, incontrò Margaret in una delle sue visite nella cittadina irlandese e se ne innamorò, sposandola di lì a poco. Sfortunatamente, però, la loro felicità fu breve. Subito dopo il matrimonio Domingo morì e Margaret ereditò il suo enorme patrimonio.
Nel 1596, la donna si risposò con Oliver Og French, il governatore di Galway. L’uomo non la sposò per la sua grande ricchezza, e ciò è dimostrato dal fatto che lasciò l’uso e l’amministrazione dei sui beni totalmente nelle mani di lei, che, da parte sua, non sperperò il suo denaro, ma ne donò gran parte alla città per far costruire numerosi ponti. Un giorno un’aquila lasciò cadere sul grembo di Margaret Joyce un anello d’oro, il primo Claddagh ring. Questo evento non fu ritenuto un evento fortuito, ma un vero e proprio dono divino, ricompensa alla sua generosità. L’anello sarebbe caduto “dall’alto”, nel vero senso della parola.
Molto più realistica la seconda leggenda. Questa ci racconta come, durante la seconda metà del XVII secolo, un abitante di Galway, Richard Joyce, fu catturato dai pirati mentre era in viaggio per le Indie Occidentali. Questi lo vendettero come schiavo a un ricco orafo moresco, che gli insegnò la sua arte e lo fece diventare un eccellente cesellatore.
Nel 1689, il re William III d’Inghilterra ottenne il rilascio degli inglesi catturati, Joyce compreso. In tutti gli anni trascorsi insieme, il Moro si era affezionato a Joyce e lo implorò di restare da lui, promettendogli la mano della figlia e metà del suo patrimonio. Joyce, tuttavia, non si fece tentare, poiché non vedeva l’ora di tornare nel suo paese natio. Quindi portò con sé le conoscenze acquisite sull’arte orafa e, non da ultimo, l’idea del Claddagh ring. Secondo alcuni, Joyce creò il primo di questi anelli come simbolo di gratitudine nei confronti del re al quale doveva la sua libertà. Secondo altri, invece, una fanciulla a Galway non aveva mai smesso di amarlo e di essergli fedele, in attesa del rientro del suo unico vero amore. E lui le si presentò con il celebre Claddagh Ring d’oro, simbolo del loro amore duraturo. Due mani a rappresentare l’amicizia, la corona a significare la loro lealtà e devozione, e il cuore a simboleggiare il loro reciproco amore eterno. I due si sposarono subito e non si separarono mai! Alcuni modelli di Claddagh ring tuttora esistenti portano le iniziali 'R.I.' e, perciò, sono attribuiti a Richard Joyce. Alcuni mostrano anche un’ancora, che confonde un po’: una possibile spiegazione potrebbe essere che il primo Claddagh ring fu costruito da joyce mentre era ancora schiavo in Africa, e l’ancora sarebbe, in tal caso, il simbolo del suo attaccamento alla patria e la sua speranza di potervi tornare un giorno.
Secondo la tradizione, il Claddagh ring ha la forma di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona.
Le mani sono simbolo di amicizia, il cuore di amore e la corona di lealtà. Tale particolare disegno gli conferisce un triplice significato: è un anello di amicizia, di fidanzamento e di nozze. Lo scopo per cui è scelto è manifestato dal modo in cui l’anello viene indossato:
Finora si è dimostrato come ogni elemento (cuore, mani e corona) abbiano un significato per chi indossa l’anello. Ma da dove proviene ogni simbolo? Per questo bisogna andare molto indietro nel tempo, all’epoca degli dèi. Dagda (noto anche come Dagda-Mor), padre degli dèi, era un essere potente, con la capacità di far splendere il sole, cosa che una volta fece, facendo durare un giorno e una notte 9 mesi durante i quali lui giacque con una dea che desiderava ardentemente e che in quel periodo gli diede un figlio. Il Dagda si dice che rappresenti la mano destra del Claddagh Ring.
Poi c’è Anu, che in tempi primordiali era l’antenata e madre universale dei Celti. In seguito fu conosciuta come Danu, come se da un giorno all’altro abbia cambiato il proprio nome. Ad ogni modo, Anu sembra rappresentare la mano sinistra del Claddagh ring. La corona rappresenta Beathauile, che non sembra sia una persona o un dio, ma appare a rappresentare la vita in sé. L’etimologia della parola mostra che Beatha significa vita e uile significa tutto o intero. Perciò Beathauile potrebbe significare il principio vitale, la vita in sé stessa. Infine il cuore rappresenta i cuori di ogni membro dell’umanità, oltre all’elemento che conferisce una musica eterna al Celta. Un’altra interpretazione del significato dell’anello è strettamente collegata al trifoglio, uno dei simboli più antichi della Trinità tra gli irlandesi. Questa interpretazione vuole che la corona sia il Padre, la mano sinistra il Figlio e la mano destra lo Spirito Santo, tutti concentrati sul cuore al centro, che simboleggia l’umanità.
Attraverso ogni simbolismo, comunque, un tema ricorre sempre, ovvero che l’anello simboleggia la trinità di amore, lealtà e amicizia (Love, Loyalty, and Friendship o, in gaelico, "Gra, Dilseacht agus Cairdeas" - pronunciato 'graw, dealshocked ogis cordiss'). Testo tratto da: http://www.bottegadeimonili.com/varie/caddlagh.htm Sei tu.
Luoghi già visti...
chiudo gli occhi
ed immagino la tua voce
e sento le onde del mare...
sei tu che mi parli.
Ancora mi cullo tra la sabbia
chiudo gli occhi
ed immagino le tue mani
e sento il vento che mi sfiora...
sei tu che mi accarezzi.
In questa notte stellata
apro gli occhi
tengo lo sguardo fisso al cielo
sei tu...
una, dieci, cento mille stelle
sei tu che penetri nella mia anima
come un fuoco impossibile da spegnere
e sento le fiamme
sei tu che mi bruci dentro...
Ti chiedo:
"Sarà forse Amore???" Fango - JovanottiA Dani...che mi guardi da lassù
(scusa il ritardo ma ti ho sempre nel cuore e nella mente, lo sai)
Io lo so che non sono sola anche quando sono sola io lo so che non sono sola io lo so che non sono sola anche quando sono sola sotto un cielo di stelle e di satelliti tra i colpevoli le vittime e i superstiti un cane abbaia alla luna un uomo guarda la sua mano sembra quella di suo padre quando da bambino lo prendeva come niente e lo sollevava su era bello il panorama visto dall'alto si gettava sulle cose prima del pensiero la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero ora la città è un film straniero senza sottotitoli le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli il ghiaccio sulle cose la tele dice che le strade son pericolose ma l'unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente il profumo dei fiori l'odore della città il suono dei motorini il sapore della pizza le lacrime di una mamma le idee di uno studente gli incroci possibili in una piazza di stare con le antenne alzate verso il cielo io lo so che non sono sola io lo so che non sono sola anche quando sono sola io lo so che non sono sola e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango io lo so che non sono sola anche quando sono sola io lo so che non sono sola e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango la città un film straniero senza sottotitoli una pentola che cuoce pezzi di dialoghi come stai quanto costa che ore sono che succede che si dice chi ci crede e allora ci si vede ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te ma ti guardi intorno e invece non c'è niente un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi e una musica che pompa sangue nelle vene e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi smettere di lamentarsi che l'unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente di non riuscire più a sentire niente il battito di un cuore dentro al petto la passione che fa crescere un progetto l'appetito la sete l'evoluzione in atto l'energia che si scatena in un contatto io lo so che non sono sola anche quando sono sola io lo so che non sono sola e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango io lo so che non sono sola anche quando sono sola io lo so che nn sono sola e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango e mi fondo con il cielo e con il fango e mi fondo con il cielo e con il fango Prendere o lasciareInerme davanti ad un camino acceso
e col cuore in mano
mi domando che fare della mia vita,
se prendere o lasciare.
Sto provando a volare
ma le mie braccia non reggono,
sono troppo fragili,
per sopportare un vento troppo forte.
Non avrei mai immaginato di
dover dividere l'Amore
ma è troppo grande
da sola non riuscirei mai a viverlo.
La mia anima piange
di gioia e di dolore,
è un miscuglio di emozioni
sensazioni mai provate.
Oh mio Amor segreto
voglio viverti senza timore,
voglio lasciarmi andare
al calore efimero che il tuo corpo sprigiona,
senza il dubbio del
PRENDERE O LASCIARE.
William ShakespearePiù d'una volta ho visto lo splendido sole del mattino
blandire le cime dei monti con sovrano sguardo, baciare con raggiante volto i verdi prati, indorare pallidi ruscelli di magica alchimia; E, presto, vilissime nubi sopravvennero a lacerare la sua divina faccia e lo nascosero al mondo sbigottito, inducendolo con vergogna a tramontare. Così pure, un mattino, sfolgorò il mio Sole e m'investì del suo splendore; ma, ahimé, non fu mio che per un'ora: una massiccia nube adesso me l'ha sottratto. Tuttavia, per questo, il mio amore non cessa: come al sole del cielo, anche ai terrestri capita d'offuscarsi. Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.
William Shakespeare
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