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Annina's Blog

Libertà... libertà di parola... libertà di vivere...!

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I miei pensieri, le mie paure, i miei sentimenti;
le parole, le frasi che le parti più profonde
del mio cuore e della mia anima mi suggeriscono...!

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Marras Annina

职业
地点
兴趣
Lasciati andare alla vita e non disperarti mai...

Alzati e combatti...

Non è per un sentimento che devi schiacciare te stessa...

VERE E SACROSANTE PAROLE DI FABRI FIBRA.

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Fabri Fibra ft. Gianna Nannini In Italia

Ci sono cose che nessuno ti dirà…
ci sono cose che nessuno ti darà…
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua 
nato nel paese delle mezza verità
dove fuggi?
in Italia pistole in macchine
in Italia machiavelli e foscolo
in Italia i campioni del mondo
sono in Italia
benvenuto
in Italia fatti una vacanza al mare
in Italia meglio non farsi operare
in Italia non andare all’ospedale
in Italia la bella vita
in Italia le grandi serate e i gala
in Italia fai affari con la mala
in Italia il vicino che ti spara
in Italia…
rit. (x2)
Ci sono cose che nessuno ti dirà
ci sono cose che nessuno ti darà…
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità
dove fuggi?
in Italia i veri mafiosi sono
in Italia i più pericolosi sono
in Italia le ragazze nella strada
in Italia mangi pasta fatta in casa
in Italia poi ti entrano i ladri in casa
in Italia non trovi un lavoro fisso
in Italia ma baci il crocifisso
in Italia i monumenti
in Italia le chiese con i dipinti
in Italia gente con dei sentimenti
in Italia la campagna e i rapimenti
in Italia…
rit. (x2)
Ci sono cose che nessuno ti dirà…
ci sono cose che nessuno ti darà…
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità
dove fuggi?
in Italia le ragazze corteggiate
in Italia le donne fotografate
in Italia le modelle ricattate
in Italia impara l’arte
in Italia gente che legge le carte
in Italia assassini mai scoperti
in Italia volti persi e voti certi
in Italia
rit. (x2)
Ci sono cose che nessuno ti dirà…
ci sono cose che nessuno ti darà…
sei nato e morto qua
sei nato e morto qua
nato nel paese delle mezze verità
dove fuggi… (x2)

Claddagh Ring

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Il Claddagh Ring è l'anello irlandese, simbolo di amore, lealtà (o amicizia) e fedeltà, che deriva il suo nome da Claddagh, un villaggio di pescatori sulla Baia di Galway. 
La parola Claddagh in gaelico indica la sabbia rocciosa che è tipica proprio di quella zona.

Il villaggio di Claddagh fu fondato nel 1232, e insediamenti di case furono presenti fino al 1934. Si trattava di una colonia molto unita, formata da persone orgogliose del loro passato e gelose della loro indipendenza. 

Claddagh fu sempre governato da un capo noto nei secoli con diversi titoli: a volte era chiamato semplicemente 'the mayor' (il maggiore) o 'the admiral' (l’ammiraglio) della Baia di Galway, altre volte era chiamato in modo più solenne 'the King' (il re).

La sua nave aveva vele bianche, che si distinguevano dalle barche dei pescatori con vele marroni o nere

Gli uomini di Claddagh preferivano scegliere le proprie mogli nel loro villaggio, preoccupati di conservare le tradizioni locali.
Una di queste tradizioni – tra le più belle – era il Claddagh ring.

Sebbene un esempio di questo anello sembra datare all’epoca romana, sono gli stessi abitanti di Claddagh che costruirono tale gioiello. I primi esempi, in oro, argento e bronzo, sono dei veri e propri capolavori, oggi in mostra presso il National Museum of Ireland a Dublino, e il Victoria and Albert Museum a Londra.

La tradizione.

Il tradizionale anello nuziale irlandese è indossato in tutto il mondo come simbolo universale di amore, lealtà, amicizia e fedeltà.


Valoroso cimelio di famiglia, ereditato per secoli dalla madre alla figlia primogenita, il Claddagh Ring è diventato anche un simbolo del legame con il passato. Si ricorda che per moltissime persone che hanno dovuto lasciare l’Irlanda durante la carestia del XIX secolo, diretti, magari, in America, il Claddagh Ring è diventato l’unico legame duraturo con la propria patria e l’unica eredità familiare. Ed è proprio nel periodo della carestia che l’anello cominciò a diventare popolare fuori dal Connemara grazie all’esodo dall’ovest.

Accanto al Claddagh ring, esiste un altro anello, chiamato Fenian ring e risalente a circa duecento anni fa, che è caratterizzato dalla presenza di due mani e due cuori, senza corona. Tale anello rappresenterebbe la battaglia per la Repubblica d’Irlanda, anche se, comunque, il Claddagh ring tradizionale è sempre rimasto il modello vero e proprio, con la corona a simbolo della lealtà, in ricordo del Regno Irlandese e dell’eredità Britannica.

Le storie riguardo le origini del Claddagh ring sono molte e diverse.

Una, poco attendibile ma pur sempre popolare e nota, parla di un re innamorato di una giovane contadina, ma da lei non corrisposto. Il povero re non riuscì a sopportare il dolore e si uccise, chiedendo che sulla sua lapide fossero rappresentate due mani intorno a un cuore incoronato come simbolo del suo eterno amore per la contadina.
Due delle spiegazioni più celebri hanno a che fare entrambe, sebbene un secolo le separi, con membri della famiglia Joyce (o Ioyce), originaria di Galway.
La più antica leggenda, risalente al XVI secolo, racconta che il primo Claddagh ring fu uno miracoloso e meritato regalo per Margaret Joyce.
Domingo de Rona, un ricco mercante spagnolo i cui affari lo portavano spesso a Galway, incontrò Margaret in una delle sue visite nella cittadina irlandese e se ne innamorò, sposandola di lì a poco. Sfortunatamente, però, la loro felicità fu breve. Subito dopo il matrimonio Domingo morì e Margaret ereditò il suo enorme patrimonio.
Nel 1596, la donna si risposò con Oliver Og French, il governatore di Galway. L’uomo non la sposò per la sua grande ricchezza, e ciò è dimostrato dal fatto che lasciò l’uso e l’amministrazione dei sui beni totalmente nelle mani di lei, che, da parte sua, non sperperò il suo denaro, ma ne donò gran parte alla città per far costruire numerosi ponti.
Un giorno un’aquila lasciò cadere sul grembo di Margaret Joyce un anello d’oro, il primo Claddagh ring. Questo evento non fu ritenuto un evento fortuito, ma un vero e proprio dono divino, ricompensa alla sua generosità. L’anello sarebbe caduto “dall’alto”, nel vero senso della parola.
Molto più realistica la seconda leggenda. Questa ci racconta come, durante la seconda metà del XVII secolo, un abitante di Galway, Richard Joyce, fu catturato dai pirati mentre era in viaggio per le Indie Occidentali. Questi lo vendettero come schiavo a un ricco orafo moresco, che gli insegnò la sua arte e lo fece diventare un eccellente cesellatore.
Nel 1689, il re William III d’Inghilterra ottenne il rilascio degli inglesi catturati, Joyce compreso. In tutti gli anni trascorsi insieme, il Moro si era affezionato a Joyce e lo implorò di restare da lui, promettendogli la mano della figlia e metà del suo patrimonio. Joyce, tuttavia, non si fece tentare, poiché non vedeva l’ora di tornare nel suo paese natio. Quindi portò con sé le conoscenze acquisite sull’arte orafa e, non da ultimo, l’idea del Claddagh ring.
Secondo alcuni, Joyce creò il primo di questi anelli come simbolo di gratitudine nei confronti del re al quale doveva la sua libertà. Secondo altri, invece, una fanciulla a Galway non aveva mai smesso di amarlo e di essergli fedele, in attesa del rientro del suo unico vero amore. E lui le si presentò con il celebre Claddagh Ring d’oro, simbolo del loro amore duraturo.
Due mani a rappresentare l’amicizia, la corona a significare la loro lealtà e devozione, e il cuore a simboleggiare il loro reciproco amore eterno.
I due si sposarono subito e non si separarono mai!
Alcuni modelli di Claddagh ring tuttora esistenti portano le iniziali 'R.I.' e, perciò, sono attribuiti a Richard Joyce. Alcuni mostrano anche un’ancora, che confonde un po’: una possibile spiegazione potrebbe essere che il primo Claddagh ring fu costruito da joyce mentre era ancora schiavo in Africa, e l’ancora sarebbe, in tal caso, il simbolo del suo attaccamento alla patria e la sua speranza di potervi tornare un giorno.                                                                                                        
Secondo la tradizione, il Claddagh ring ha la forma di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona.
Le mani sono simbolo di amicizia, il cuore di amore e la corona di lealtà.
Tale particolare disegno gli conferisce un triplice significato: è un anello di amicizia, di fidanzamento e di nozze. Lo scopo per cui è scelto è manifestato dal modo in cui l’anello viene indossato:

Amicizia:
mano destra, con la punta del cuore rivolta verso la punta delle dita
Fidanzamento:
mano destra, con il cuore puntato verso il polso
Matrimonio:
mano sinistra con il cuore puntato verso il polso
Finora si è dimostrato come ogni elemento (cuore, mani e corona) abbiano un significato per chi indossa l’anello. Ma da dove proviene ogni simbolo? Per questo bisogna andare molto indietro nel tempo, all’epoca degli dèi. Dagda (noto anche come Dagda-Mor), padre degli dèi, era un essere potente, con la capacità di far splendere il sole, cosa che una volta fece, facendo durare un giorno e una notte 9 mesi durante i quali lui giacque con una dea che desiderava ardentemente e che in quel periodo gli diede un figlio. Il Dagda si dice che rappresenti la mano destra del Claddagh Ring.
Poi c’è Anu, che in tempi primordiali era l’antenata e madre universale dei Celti. In seguito fu conosciuta come Danu, come se da un giorno all’altro abbia cambiato il proprio nome. Ad ogni modo, Anu sembra rappresentare la mano sinistra del Claddagh ring.
La corona rappresenta Beathauile, che non sembra sia una persona o un dio, ma appare a rappresentare la vita in sé. L’etimologia della parola mostra che Beatha significa vita e uile significa tutto o intero. Perciò Beathauile potrebbe significare il principio vitale, la vita in sé stessa. Infine il cuore rappresenta i cuori di ogni membro dell’umanità, oltre all’elemento che conferisce una musica eterna al Celta.                                                                                  
Un’altra interpretazione del significato dell’anello è strettamente collegata al trifoglio, uno dei simboli più antichi della Trinità tra gli irlandesi. Questa interpretazione vuole che la corona sia il Padre, la mano sinistra il Figlio e la mano destra lo Spirito Santo, tutti concentrati sul cuore al centro, che simboleggia l’umanità.
Attraverso ogni simbolismo, comunque, un tema ricorre sempre, ovvero che l’anello simboleggia la trinità di amore, lealtà e amicizia (Love, Loyalty, and Friendship o, in gaelico, "Gra, Dilseacht agus Cairdeas" - pronunciato 'graw, dealshocked ogis cordiss').
 

Sei tu.

 

 

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Luoghi già visti...
chiudo gli occhi
ed immagino la tua voce
e sento le onde del mare...
sei tu che mi parli.
Ancora mi cullo tra la sabbia
chiudo gli occhi
ed immagino le tue mani
e sento il vento che mi sfiora...
sei tu che mi accarezzi.
In questa notte stellata
apro gli occhi
tengo lo sguardo fisso al cielo
sei tu...
una, dieci, cento mille stelle
sei tu che penetri nella mia anima
come un fuoco impossibile da spegnere
e sento le fiamme
sei tu che mi bruci dentro...
Ti chiedo:
"Sarà forse Amore???"

Fango - Jovanotti

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A Dani...che mi guardi da lassù
(scusa il ritardo ma ti ho sempre nel cuore e nella mente, lo sai)

 
 Io lo so che non sono sola
anche quando sono sola
io lo so che non sono sola
io lo so che non sono sola
anche quando sono sola

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente

il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente

gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono sola

io lo so che non sono sola
anche quando sono sola
io lo so che non sono sola
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono sola
anche quando sono sola
io lo so che non sono sola
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono sola
anche quando sono sola
io lo so che non sono sola
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono sola
anche quando sono sola
io lo so che nn sono sola
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango

Sasha a Cagliari

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SASHA suonerà
Venerdì 15 FEBBRAIO 2008
ore 21.30 in P.zza Repubblica
ASSEMINI - (Cagliari)

UniEuro...

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SONO ENTRATA OTTIMISTA

SONO USCITA INCA**ATA

MAI PIU' UNIEURO IN VITA MIA.


Il mio augurio per chi mi visita.

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Chi sìe bona sa vida
 chi sìe bona sa sorte
chi eppasa onzi felicidade e onzi gioia
chi siede un'annu de saludu e mancu un segundu de dolore
chi Deus vi abbaidede e v'accumpagnede
Cun Amore
Felice Anno Nuovo

Prendere o lasciare

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Inerme davanti ad un camino acceso
e col cuore in mano
mi domando che fare della mia vita,
se prendere o lasciare.
 
Sto provando a volare
ma le mie braccia non reggono,
sono troppo fragili,
per sopportare un vento troppo forte.
 
Non avrei mai immaginato di
dover dividere l'Amore
ma è troppo grande
da sola non riuscirei mai a viverlo.
 
La mia anima piange
di gioia e di dolore,
è un miscuglio di emozioni
sensazioni mai provate.
 
Oh mio Amor segreto
voglio viverti senza timore,
voglio lasciarmi andare
al calore efimero che il tuo corpo sprigiona,
senza il dubbio del
PRENDERE O LASCIARE.
 

William Shakespeare

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Più d'una volta ho visto lo splendido sole del mattino
blandire le cime dei monti con sovrano sguardo,
baciare con raggiante volto i verdi prati,
indorare pallidi ruscelli di magica alchimia;
   E, presto, vilissime nubi sopravvennero
a lacerare la sua divina faccia
e lo nascosero al mondo sbigottito,
inducendolo con vergogna a tramontare.
   Così pure, un mattino, sfolgorò il mio Sole
e m'investì del suo splendore;
ma, ahimé, non fu mio che per un'ora:
una massiccia nube adesso me l'ha sottratto.
   Tuttavia, per questo, il mio amore non cessa:
come al sole del cielo, anche ai terrestri capita d'offuscarsi.
 

 
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.
 
                                     William Shakespeare
 
 
 
 
Alcuni vecchi interventi in cui c'è tutta me stessa
Per chi volesse scrivermi o chiaccherare con me
La pittura fatta a persona
Articoli - Siti Web e quant'altro su Carolina
Un Nuovo Me TOUR 2008
UN UOMO PER LA PACE
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